Il 2018? Iniziamolo a Madrid

Per il primo articolo del mio blog voglio scrivere del viaggio più recente che ho fatto: 3 notti a 5* a Madrid.

Il 3 gennaio 2018 il volo è previsto per le 06:45, per cui sveglia presto: alle 4 suona, alle 4 e un minuto in piedi, causa adrenalina partenza. In un paio d’ore sono nella capitale spagnola, poi, tempo di arrivare alla stazione della metro (per chi non conoscesse l’aeroporto di Madrid-Barajas, la strada da fare per arrivarci è molto, molto lunga!) e cambiare un paio di linee, arrivo all’hotel in Avenida de América: si chiama Silken Puerta América (guarda l’articolo curiosità che verrà pubblicato domani per saperne di più). Giù le valigie e via a scoprire la città!

Giorno 1

La prima tappa non può che essere la Puerta del Sol, il chilometro zero delle strade spagnole: da qui, infatti, inizia la rete stradale iberica. La piazza è sempre affollatissima, si trova gente che cammina ai mille all’ora a testa bassa e turisti che in tranquillità si godono il panorama. Dall’alto ha la forma di un semicerchio, dal quale partono tante vie a mo’ di raggi, proprio come fosse un sole che sorge. Su un lato della piazza si trova un celebre monumento, nonché simbolo della città: l’orso e il corbezzolo.IMG_0482

Da questo punto centralissimo si può girare l’intera città e girovagare per piccole vie, dove trovare negozietti tipici, il mitico Museo del Jamón e tanti ristorantini invitanti con le facciate ornate di piastrelle dipinte, l’inconfondibile stile spagnolo.

In pochi minuti, si apre davanti ai miei occhi la Plaza Mayor, una grande piazza chiusa, al cui centro padroneggia la statua di Filippo III a cavallo. Non sono ancora abituato agli orari spagnoli (pranzo mediamente alle 14-14:30, cena intorno alle 21:30), quindi scelgo di mangiare, ma qualcosa di rapido e take away, la città è grande e non voglio perdere tempo. Il pezzo forte dello street food di Madrid è senza dubbio il bocadillo con calamares, un panino imbottito di calamari fritti, strano ma invitante! 5 minuti di fila in quello che è conosciuto come el rey de bocadillos, il Bar La Campana (guarda l’articolo delle curiosità su Madrid per saperne di più!), e 30 secondi per divorarlo. Che bontà!

Da questa piazza è un attimo raggiungere un altro simbolo inconfondibile della città: il Mercado de San Miguél, tutto da ammirare, con una struttura trasparente quasi tutta di vetro, ma all’interno wow! Tanti banchetti che vendono pietanze, panini e mini tapas, per un break sfizioso, rapido (negli orari giusti) e coinvolgente. Purtroppo, essendo una meta turistica molto famosa e apprezzata, i prezzi non sono molto economici, anzi!

Sazio, mi sposto ancora più a est, verso il palazzo reale: bellissimo!

Maestoso ed elegante. Peccato averlo visto solo da fuori, vista l’interminabile coda per l’ingresso. Mi sono consolato con un giro nel parco adiacente.

Vicino al palazzo reale c’è una chicca che il pochi conoscono e non è un luogo molto frequentato: il Templo de Debod.

Si tratta di resti di un tempio egizio, donato dall’Egitto proprio alla città di Madrid, che ha deciso di posizionarlo in cima ad una splendida collina. Da qui, infatti, si ha una vista magnifica del palazzo reale e della cattedrale accanto ad esso. Ammirala anche tu!

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La giornata è finita. Torno in hotel, doccia e fuori per cena. Scelgo un ristorante vicino al tempio ed è stata subito tombola! Punto Basico: un piccolo locale da una trentina di coperti, ma che proposte! Dopo la tapa di benvenuto a base di formaggio locale, antipastino di uovo e jamón e fantastiche polpettine di baccalà, il clou arriva per ultimo: un hamburger ai tre formaggi e spalla di maiale (per saperne di più consulta l’articolo delle curiosità). Sazio e stanco me ne vado a dormire, domani mi aspetta molta altra strada.

Giorno 2

Il secondo giorno lo dedico a negozi e natura. Al mattino mi reco nel quartiere di Chueca, dove scopro il Mercado de San Antón, meno conosciuto di quello di San Miguel, ma molto particolare, dove ciò che mi attira di più non sono i prosciutti tagliati al coltello, ma un banchetto di spezie e legumi, con risi di vari colori! Vorrei prenderli tutti, ma mi accontento di quello rosa, il più stravagante e inedito. Al primo piano grande scelta di tapas e pinchos a tutte le ore.

A pochi metri da lì passa la Calle de Fuencarral, via piuttosto importante per lo shopping: si trovano infatti moltissime marche più o meno importanti, negozi di tatuaggi, ristoranti e boutique, anche molto particolari e caratteristici. Volendo si può visitare anche il Museo della Storia di Madrid, tenuto però chiuso durante il nostro soggiorno.

Giunto alla fine della calle, supero l’incrocio con la Gran Via e arriviamo nuovamente alla Puerta del Sol. Ore 13:30. Fame! Un amico mi ha consigliato un ristorante particolare a pochi passi da lì e senza indugi mi ci fiondo. Si chiama Venta el Buscón. Era obbligo ordina una parrilla di carne, ovvero carne alla griglia e un quintale di verdura. Piatto sicuramente molto buono, ma che si discosta dai gusti italiani, fatti di tagli più raffinati e meno speziati. Prezzi piuttosto buoni per essere in pieno centro.

Nel pomeriggio faccio una scappata ad un negozio di espadrillas molto conosciuto in città (pazienta fino a domani per l’articolo delle curiosità), dopodiché visito il parco più grande e importante della Capitale: il parco del Retiro. Se hai visitato New York o Londra, non aspettarti la stessa distesa verde, il parco non è curatissimo, pur essendo in ottimo stato. È molto carino, invece, fare un giro in barca a remi nel laghetto artificiale posto proprio nel centro del parco. Molto bello da percorrere, specialmente in bicicletta, decido di vedere le zone più importanti (118 ettari erano troppi!). Oltre al laghetto citato prima, sicuramente è degno di nota il Palazzo di Cristallo, che si trova proprio nel centro dell’area verde.

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Palazzo di Cristallo al Parque del Retiro

Esteticamente molto bello da vedere, è possibile vederlo anche internamente, ma è completamente vuoto; esternamente produce uno spettacolo straordinario, soprattutto alle prime luci del tramonto con i riflessi del sole.

Poco più in là c’è un altro simbolo del parco alquanto famoso e curioso: la fontana dell’angelo caduto. Cosa ha di particolare? Niente, se non per il fatto che, a detta del nome e della narrativa cattolica, l’Angelo caduto sarebbe Lucifero, quindi un monumento al diavolo. Se poi aggiungiamo che la fontana di trova esattamente a 666 metri sopra il livello del mare, beh, la coincidenza ha dell’incredibile! Adam Kadmon ci farebbe un bel servizio!!!

Ora una piccola chicca che in pochi conoscono: nella parte sudorientale del Parco del Retiro, vicino al roseto, c’è un’area che si discosta da tutto il resto ed è una piccola fetta di Paradiso. Questa zona si chiama Parque de Cecilio Rodriguez (non aspettatevi però armadi!) e, oltre ad essere molto ben curato più di tutto il resto del parco, è popolato da almeno una ventina di pavoni! È veramente spettacolare e più unico che raro poter passeggiare in un’area così aperta e a contatto con questi volatili che, seppur timorosi, offrono uno spettacolo di colori pazzesco! Ecco qui un paio di immagini (inserisco i maschi perché hanno un piumaggio decisamente più spettacolare):

Voglio concludere il giorno 2 andando a vedere quello spettacolo architettonico del nuovo Wanda Metropolitano, per gli amanti del fútbol consigliatissimo!

La sera cenetta tranquilla al ristorante Lateral di Fuencarral (maggiori info nel prossimo articolo sulle curiosità) a base di pinchos. Passeggiatina lungo la Gran Via fino al famoso Palacio de Comunicaciones (raffigurato nella copertina di questo articolo), metro, hotel e a nanna “presto”, Madrid è ancora tutta da scoprire!

Giorno 3

Il mattino di questo uggioso venerdì è dedicato alla mia passione per il calcio, che passo interamente al Santiago Bernabéu. Per 50 minuti assisto ad un’autentica celebrazione di un mito sportivo quale è il Real Madrid e giro per ogni singolo angolo dell’impianto.

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Nel pomeriggio decido di dedicarmi ad un museo. Mentre scelgo quale, mi godo un altro piatto tipico della città, il cocido madrileño, composto da carni bollite, come pollo, chorizo, stinco di manzo, pancetta e osso di prosciutto crudo, insieme a verdure e una valanga di ceci.

Prima di visitare il museo scelto (lo scoprirai tra poco), voglio provare un’esperienza unica: andare alla Gatoteca (ti rimando ancora a saperne di più nell’articolo curiosità). Si tratta di un locale in cui puoi berti qualcosa di caldo o freddo e stare in compagnia di circa una ventina di gatti, appollaiati un po’ in ogni angolo delle stanze, con la possibilità di interagire con loro in ogni momento (sempre che lo vogliano). Ed è così che, cappuccino alla mano, mi rilasso un’oretta insieme a questi simpatici felini: alcuni si fanno accarezzare, con altri ci puoi giocare, altri ancora ti maledicono o passano direttamente alle vie di fatto. Comunque sia, è un’esperienza che consiglio a tutti gli amanti degli animali.

Ed ora il museo: Reina Sofía. Ho scelto questo sostanzialmente per 3 motivi: è il meno caro (anche se dalle 19 i musei di Madrid sono gratis fino alla chiusura, ma la coda che avrei dovuto fare sotto la pioggia quel giorno era chilometrica); la Gatoteca è situata nella via adiacente, ma soprattutto volevo vedere opere cubiste e surrealiste dei più famosi artisti spagnoli, tra tutti Dalí e Picasso. È proprio in questo museo che si può ammirare uno dei dipinti più famosi di Picasso: il Guernica, rappresentante la popolazione dell’omonimo paese nella regione basca sotto bombardamento nazista, quando la guerra non era ancora iniziata. Una stanza tutta per questa enorme tela, il pezzo forte del museo, che ti proponiamo qui sotto, in una foto scattata di rapina:

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Con il Reina Sofía si chiude anche il terzo giorno nella capitale spagnola. Per la cena torno al Punto Básico, dove ho già cenato la prima sera, e stavolta è stata ancora migliore!

Giorno 4

Ultimo giorno a Madrid. Un piccolo prologo: sono parecchio appassionati di serie tv WhatsApp Image 2018-01-23 at 17.39.03Netflix e di una in particolare, che ho già visto interamente in 3 giorni dopo Natale e che sto rivedendo mentre scrivo questo articolo: La Casa di Carta. È una delle serie (se non LA serie) che mi ha entusiasmato e affascinato più di tutte e, sapendo che era girata a Madrid, ho deciso di andare a vedere questa famosa “casa di carta”, cioè la sede della Zecca di Stato di Spagna. Dopo un primo tentativo fallito il giorno 2, scopro che l’edificio non è la Casa de la moneda, bensì un palazzo del Consiglio Superiore di Investigazione Scientifica. Non potevo lasciare Madrid senza averla vista, seppur da lontano poiché l’accesso all’area è riservato. Per gli amanti della serie e non.

Per l’ultimo giorno punto ancora sullo shopping, ma non ho fatto i conti con il giorno di festa (6 gennaio) e del forte rispetto degli spagnoli per tali ricorrenze. Risultato? Tutto completamente chiuso! Passo quindi la mattina a girovagare cercando un centro commerciale aperto, ma è un miracolo che non si avvera. In Spagna per le feste non si lavora.

Si chiude così quindi la mia avventura in città. Tempo di tornare in hotel a prendere le valigie e sono di nuovo in metro, per l’ultima corsa verso l’aeroporto. La giornata sfortunata non è finita: l’aereo arriva con un bel ritardo e prima della partenza sosta per spruzzare l’antigelo. La “buona sorte” mi segue anche in Italia: l’Atalanta ha vinto a Roma e una mandria di tifosi assediano l’aeroporto per aspettare la squadra e festeggiare il colpaccio. Per questo motivo, la navetta per il parcheggio non arriva da un’ora e ci sono 30 persone che hanno la precedenza.

Torno stravolti, ma felice e consapevole di aver vissuto una tappa importante, un viaggio in una città quasi inedita, visto che l’ho visitata tanti (troppi) anni fa. Ne ho amato i colori e le forme, la cucina e gli orari, non troppo i negozi tipici, un po’ assenti, spodestati dalle multinazionali. Ho apprezzato la gente, un po’ meno tirata rispetto al nostro Bel Paese, ma molto solare e non è mai mancato il saluto. Sicuramente non ha il fascino di altre capitali europee, ma colpisce a suo modo. Un giorno forse tornerò. Forse, perché il mondo è ancora grande e tutto da scoprire!

Se ti è piaciuto il mio racconto, condividilo con qualche tuo amico, parente o conoscente. Se non ti è piaciuto, aiutami a migliorarlo con dei consigli, puoi trovare i miei recapiti alla pagina contatti. Grazie!

Davide ✈

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